Lucrezio, la dedica a Memmio

maggio 15, 2009 § Lascia un commento

Fra i motivi che avranno spinto Lucrezio a rivolgersi a Memmio, c’è la sua appartenenza a una determinata classe sociale e a un clima culturale; quindi Memmio può rappresentare il lettore ideale di un’opera difficile, che affronta, con uno stile decisamente alto, la filosofia epicurea.

Nell’incipit della sua canzone più ardua (soprattutto per i contenuti filosofici di cui si fa portatrice), Guido Cavalcanti (XIII sec.) esprime una necessità che può essere accostata a quella di Lucrezio: avere un lettore “conoscente” (cioè esperto di filosofia, in un certo senso), che possa comprendere un testo che affronta dal punto di vista filosofico il tema dell’amore.

Donna me prega, – per ch’eo voglio dire
d’un accidente – che sovente – è fero
ed è si altero – ch’è chiamato amore:
sì chi lo nega – possa ‘l ver sentire!
Ed a presente – conoscente – chero,
perch’io no sper – ch’om di basso core
a tal ragione porti canoscenza
:
ché senza – natural dimostramemto
non ho talento – di voler provare
là dove posa, e chi lo fa creare,
e qual sia sua vertute e sua potenza,
l’essenza – poi e ciascun suo movimento,
e ‘l piacimento – che ‘l fa dire amare,
e s’omo per veder lo pò mostrare.

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