Lucrezio, I 62-69: l’elogio di Epicuro

maggio 15, 2009 § Lascia un commento

Quando la vita umana giaceva turpemente davanti agli occhi
sulla terra schiacciata sotto la pesante religione
che protendeva il capo dalle regioni del cielo
incombendo sui mortali con aspetto orribile,
per primo un uomo greco osò alzare contro
gli occhi mortali e per primo opporsi contro,
e non lo frenò la fama degli dei nè i fulmini
nè il cielo con il mormorio minacciante, ma questo
stimolò di più l’ardente virtù dello spirito, desiderando per primo
di infrangere gli stretti serrami delle porte della natura.
Quindi prevalse la vivace forza dell’animo, e avanzò a lungo
oltre le mura infiammate dell’universo
e percorse con la ragione e l’animo l’immenso universo,
da cui, vittorioso, riporta a noi cosa possa nascere,
cosa non possa, infine per quale ragione ogni cosa abbia
una legge definita e un limite profondamente fisso.
Perciò la religione messa sotto i piedi a sua volta
viene calpestata, la vittoria ci uguaglia al cielo.

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