L’ospitalità che si deve ai profughi: Virgilio, Eneide I 520-574

maggio 15, 2009 § Lascia un commento

Enea, che la madre Venere ha reso invisibile, può assistere all’incontro della delegazione dei naufraghi Troiani con la regina Didone, che guida un popolo di profughi che stanno costruendo Cartagine, per ricostruire la propria patria.

Quando furono entrati ed ebbero il permesso
di parlare a Didone, Ilioneo, il più autorevole,
cominciò a dire con calma: “O regina, cui Giove
ha concesso fondare una nuova città
e reggere superbe popolazioni, noi miseri
Teucri, sbattuti dai venti per ogni mare, veniamo
a supplicarti: vieta che si dia fuoco alle navi,
risparmia un popolo pio, esamina il nostro caso
con attenzione e pietà. Noi non siamo venuti
a devastare con le armi i Penati dei Libici,
né a rapirvi la roba, fuggendo poi in mare
come pirati: non siamo così crudeli, né tanta
protervia si addice a un popolo vinto.
Esiste un’antica terra che i Greci chiamano Esperia,
potente nelle armi, dal suolo fertilissimo;
un tempo la abitarono gli Enotri, e si dice
che i loro discendenti l’abbian chiamata Italia
dal nome di un loro re. Era la nostra meta…
Quando a un tratto Orione impetuoso, sorgendo
dai flutti, ci cacciò su bassifondi nascosti
e scatenando i venti ci disperse lontano,
vinti dal mare, per onde e scogli inaccessibili:
siamo approdati in pochi alla vostra riviera.
Ma che gente è la tua? Che barbaro costume
ci impedisce di scendere a terra e di fermarci
sulla spiaggia? Perché farci guerra? Se avete
in poco conto il genere umano e le armi degli uomini,
temete almeno gli Dei che ricordano e giudicano
il bene e il male
. Enea, l’uomo più giusto, pietoso,
prode di tutti i mortali, è il nostro re. Se i Fati
ancora lo serbano in vita, se respira, se ancora
non riposa tra le ombre crudeli della morte,
non abbiamo paura di nulla; né dovrai certo pentirti
d’aver gareggiato con lui in cortesia. Vi sono
città ed armi troiane anche al paese dei Siculi,
dove regna l’illustre Aceste di sangue dardanio.
Lasciaci trarre a riva la flotta sconquassata
dai venti, aggiustarla con travi tagliate dalle selve,
fabbricarci dei remi; per poi salpare lieti
verso l’Italia e il Lazio, se ci sarà concesso
– trovati il re e i compagni – di andare verso l’Italia.
Se non c’è più salvezza, se il mare della Libia
t’ha inghiottito o pio Enea, ottimo padre dei Teucri,
se è perito anche Julo nostra futura speranza,
andremo almeno in Sicilia, alle sedi ospitali
di dove siamo partiti, rivedremo il re Aceste!”
Così diceva Ilioneo e tutti i Troiani
mormorando approvavano…

Didone ascolta le lamentele e le richieste dei profughi, quindi pronuncia un discorso che promette ospitalità e pari trattamento giuridico ai nuovi arrivati:

Allora Didone, abbassati gli occhi a terra, rispose:
“Non abbiate paura, bandite gli affanni dal cuore.
La dura necessità, i rischi che corre lo Stato
troppo recente e ancora poco solido, m’obbligano
a usare tali cautele, difendendo ovunque i confini
con corpi di guardia
. Chi non conosce la stirpe
degli Eneadi, Troia, il valore, gli eroi,
l’incendio che pose fine a così grande guerra?
Non sono duri gli animi dei Tiri, il Sole aggioga
i suoi cavalli abbastanza vicino alla mia città
da infondere il calore della pietà nei cuori
dei miei sudditi e in me. Vi lascerò partire
sicuri, vi aiuterò con ogni mezzo, tanto
che vogliate cercare la grande Esperia e le terre
sacre a Saturno, quanto vogliate dirigervi ai lidi
d’Erice, dal re Aceste. Se poi volete fermarvi
nel mio regno, sappiate che questa nuova città
è vostra: tirate a secco le navi, non farò
nessuna differenza tra Punici e Troiani
.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Che cos'è?

Stai leggendo L’ospitalità che si deve ai profughi: Virgilio, Eneide I 520-574 su Latino.

Meta

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: